Admiral Benbow

Fifteen men on the dead man's chest .. Yo-ho-ho, and a bottle of rum!

Le mie foto
Nome: Admiral Benbow
Località: FI, Italy

Politica, religione, etica, morale, valori ... ci vorrà pure qualcuno che parli semplicemente di tette, no?

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domenica 31 gennaio 2010

Costume e società

Attenzione, notiziona scoop, dai giornali si apprende che Amy Winehouse è bisex! E Angelina Jolie? Eh...hai voglia! Lady Gaga? Si sapeva! Madonna? Tantissimo! Britney Spears, Megan Fox e pure Marisa Laurito? Sotto sotto stai sicuro....
Permettetemi di dire: che due palle! Al giorno d'oggi - come dicono i vecchi petulanti passatisti, nostalgici, non ci sono più le mezze stagioni, si stava meglio quando si stava peggio, e i treni arrivavano in orario - se non sei bisex non sei nessuno. Ne-ssu-no! Ma 'ndo vai se la banana non ce l'hai ...davanti e dietro? E' il minimo sindacale, santo cielo, l'a-b-c, la base dell'uomo e della donna moderni, santiddio! Metro-homo-etero-bi-trans-para-sado-fetish-orecchietta-sexual....andiamo, e siamo nel 2010 su! E che schifo una tizia normale, che magari è figa e però gli piacciono gli uomini con due gambe, due braccia, due occhi, un naso e un calippo. Banalità ovvenda, volgave, stucchevole e vevamente plebea. Voba da povevacci che non sanno neanche distingueve uno spolvevino di Cavalli da una pochette di Dolce e Gabbana. Poi come fa la D'Urso a farci 87 puntate di Buona Domenica su? E, diciamocela tutta, se non la pensate così siete pure un po' razzisti, rozzi, preistorici e mancate di cultura e sensibilità (che per altro, essendo tipicamente appannaggio femminile, conferma tutta la teoria). Ammettetelo, votate Lega, leggete Tex e invece dell'insalata scondita di tofu mangiate i panini con la porchetta. Mi fate pure un po' senso.

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sabato 9 gennaio 2010

Questo Avatar uccide il cinema umano

Si si, "uccide", avete letto bene ....ma che due palle ci stanno facendo con Avatar? E James Cameron se la ride. E quello non è cinema (ah no? E che cosa è? Pilates?) ... e così si uccide il cinema "di qualità" ... e le storie e i contenuti dove vanno a finire ... e gli attori vengono mortificati dalla tecnologia ... e che schifo qua e che schifo là. Ho letto autorevoli commenti in questi giorni, tutti militarmente schierati contro Avatar come un sol uomo, armi in pugno a demolire un cinema inaccettabile, deteriore, perverso e - attenzione - addirittura "commerciale"! Ehhhh, orrrrore! Ma come si fa! Roba che Cameron andrebbe recluso a Guantanamo per 20 anni almeno, e che cazzo! E noi tutti invece a vedere Le Fate Ignoranti e Caos Calmo.
Ma come è possibile che la gente proprio non ce la faccia ad avere dei gusti propri (quando ce li ha) e coltivarseli senza rompere le palle al prossimo? Non finisco mai di meravigliarmene. Ti piacciono la Archibugi, la Comencini, Ozpf°ç§é°ek, Luca Argentero, la Buy e Accorsi? Benissimo, guardati tutta la loro filmografia, ma perché sentienziare dall'alto del tuo scranno altamente culturale, e magari pure etico e morale? Perché un altro pubblico non può andare a vedersi un "cinema che non è cinema" come Avatar? E se gli girano i cinque minuti pure La Dottoressa Del Distretto Militare Ci Sta Col Colonnello e La Polizia Incrimina La Legge Assolve?
Ma poi, su che base Avatar non sarebbe cinema? Perché la psicanalisi non viene citata ogni 5 minuti nel film? Perché nessuno tradisce nessun altro? Perché non ci sono scene di sesso catartiche e liberatorie anziché "volgari", "gratuite" e "da botteghino"? Perché non ci sono 295 scene di interni e manco mezza di esterni? Perché il 99,9% del film non è fatto di dialoghi, dialoghi, dialoghi, dialoghi, dialoghi ... con gente che si parla addosso senza fare mai un'azione di moto a luogo? Tanto per citare il buon Attila, in Avatar non c'è il protagonista che per un'ora e mezzo si scruta i suoi orefizi credendo che siano il centro del mondo.
Il cinema è tecnologia, lo è sempre stato dai fratelli Lumiere ad oggi, e con questo ottuso luddismo radical chic non avremmo mai nemmeno avuto un Jules Verne e un Viaggio al Centro della Terra, dato che Cime Tempestose - quello sì - era vera letteratura, fatta di contenuti, mentre quel francese superficiale e leggerotto mirava soltanto all'incasso facile con storielle improbabili e di nessuna concretezza. Il cinema è arte visiva, perlomeno anche arte visiva, ma direi soprattutto arte visiva, altrimenti c'è sempre l'opzione di starsene a casa e gloriarsi della bellezza metafisica della Profezia di Celestino o di Va' Dove ti Porta il Cuore o delle leggendarie opere della (Am)Mazzantini. Statevene a casa e leggetevi un "libbbro", il vostro snobismo ve ne sarà grato.

"Queste pellicole hanno sicuramente sbalordito gli spettatori, ma dubito che li abbiano emozionati, forse perché il viaggio verso l´estremo è appena iniziato e la sopraffazione ancora non vince sull´emozione. Alla fine di queste visioni la certezza è una sola: il computer ha preso il sopravvento sulla macchina da presa, le immagini umane cui siamo stati abituati sin dai tempi dei fratelli Lumière sono ormai superate da immagini virtuali e artificiali. In una parola l´uomo non è più al centro del cinema (hollywoodiano), perché l´interesse del suo baricentro immaginifico si è spostato in avanti. Le lancette dell´orologio americano corrono all´impazzata verso un mondo che definire postmoderno sa già di passato e di antico " - ha detto Roberto Faenza (e dico Roberto Faenza, mica pizza e fichi!). Pare di essere tornati alla contrapposizione dell'universo tolemaico con quello galileiano.

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domenica 3 gennaio 2010

Nina salvali tu

"Gesù mi ha salvato la vita - L’icona del punk tedesco ed ex provocatrice di professione, Nina Hagen, oggi 54 anni, ha annunciato sul suo sito internet che scriverà un libro sul suo incontro con Dio. Hagen spiega di avere percorso un lungo cammino dalla sua adolescenza di atea nell’ex Germania comunista - Ha più da raccontare che dei cocktail abituali di sesso, droga e rock’n’roll - garantisce il suo editore Droemer Knaur. Hagen ha raccontato al tabloid Bild di avere ricevuto il battesimo ad agosto e di voler condividere con i lettori la gioia di avere incontrato Gesù - Il battesimo mi ha salvato la vita"

Questa credevo fosse la notizia più incredibile del 1° gennaio, per chi conosce Nina Hagem effettivamente ha del sensazionale. Non che ci sia nulla da stigmatizzare, anzi, ottima cosa. Arrivati ad una certa età il processo si avvia inarrestabile e chi prima, chi dopo, ci passano un po' tutti. Vedremo se saranno rose...
Spulcia spulcia poi mi sono reso conto che la notizia su Nina era davvero poca cosa se paragonata a questa:

"Roma. Centro storico pedonalizzato e blocco del transito dei mezzi pubblici a causa della grande folla in coda davanti ai negozi. Inevitabili problemi al traffico, circolazione difficile attorno agli outlet, con 10 km di code sulla Pontina verso Castel Romano. Copione confermato per la prima giornata di saldi"

Effettivamente a Roma stanno messi peggio, c'è crisi, 10 km davanti agli outlet, il primo giorno dell'anno...

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Torno A Vivere Da Solo

26 anni dopo Giacomino torna a vivere da solo. Ok, non si ride come nel primo "Vado A Vivere Da Solo", ma la sfida era improba, stiamo parlando di un capolavoro del cinema comico italiano degli anni '80, però la mise en scene operata da Jerry Calà - anche regista - è carina, dignitosa, tiene botta e non trasforma il film in un decrepito tentativo di reciclarsi e stare a galla nonostante l'impietoso scorrere dei decenni. Il cast è piuttosto vivace e ben assortito. Certo, Tosca D'Aquino e Randi Ingerman nella parte di due stronze antipatiche - praticamente loro stesse - lì per lì mi ha gettato in un profondo sconforto; ci mancava la Ferilli e avevamo fatto il tris delle piacione più insopportabili d'Italia. Don Johnson è del tutto inutile, probabilmennte scritturato per consentirgli di saldare gli ultimi debiti con le puttane del boulevard, però... però ... c'è uno Iachetti stranamente sobrio, asciutto ed in parte, un Paolo Villaggio eroico come sempre, ed una Eva Henger che pare la Madonna di Lourdes (perdonate la blasfemia) per come illumina la pellicola ad ogni sua comparsata. Clamorosamente bella e oltretutto molto brava e puntuale nel suo ruolo; d'accordo, non si tratta del Dottor Zivago, ma Eva è assolutamente credibile, brillante, spigliata nel suo ruolo di moglie bella, per altro senza alcuna scena di nudo o di "arruffianamento facile" per il pubblico che la conosce in ben altre (s)vesti. C'è pure sua figlia Mercedes, che interpreta la figlia di Jerry, molto somigliante alla madre, e questo non so se sia un bene o un male pensando al suo futuro nel mondo dello spettacolo. Il film è divertente, simpatico, molto leggero e scorre via bene, peccato per un dvd del tutto privo di extra, roba che manco 20 anni fa ( in compenso se andate su http://tornoaviveredasolo.it.msn.com/, ancora attivo, ci trovate molti video con le papere sul set e i backstage, scelta un po' incomprensibile).

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venerdì 1 gennaio 2010

Glauco Onorato (7.12.36 - 31.12.09)

E' scomparso a Roma a 73 anni Glauco Onorato, attore e doppiatore, dopo una prolungata malattia. Voce di Bud Spencer, Arnold Schwarzenegger (in Commando, Terminator, Predator, True Lies, lo Schwarzi migliore insomma), Charles Bronson, Oliver Reed, Mr. T nell'A-Team, Nick Nolte, Gene Hackman, Kris Kristofferson, Rock Hudson, John Goodman, Sidney Poitier, Lee Marvin, Walter Matthau, John Wayne, Telly Savalas, Terence Stamp, Bela Lugosi ....per citarne solo alcuni. La crema di celluloide, i migliori insomma. Persino Hulk Hogan e Zenigata di Lupin III. Mi sembra doveroso ricordare una delle voci che ha accompagnato la mia adolescenza e da allora non mi ha più abbandonato, né lo farà adesso, grazie alla mia collezione di DVD. Onore a Onorato, insieme ad Amendola padre, probabilmente il miglior doppiatore italiano di sempre.

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Due rapide visioni natalizie

Un Uomo in Ginocchio (1979), di Damiano Damiani, quello di Quein Sabe?, Il Giorno della Civetta, Amytiville Possession, Confessione di un Commissario della Polizia al Procuratore della Repubblica, L'Istruttoria è Chiusa: Dimentichi (ma anche del super trash Alex l'Ariete con Tomba). Pellicola tesissima con prove recitative stupevolose, Giuliano Gemma ex galeotto che cerca di rifarsi una vita nella tana del lupo, Palermo (che con questo film si reinventa una carriera fatta prevalentemente di spaghetti western), Michele Placido psicolabile sordido e doppio giochista, Eleonora Giorgi mozzafiato e accorata moglie di Gemma. Un film di grandissima dignità, accostabile al Giorno della Civetta per sentimenti alti quali etica e moralità. Il senso di essere uomini e di vivere in un mondo di bestie, sopravvivendo, anzi "campando", come dice lo stesso Gemma durante un interrogatorio al commissariato. Per clima pare un polizziottesco (di quelli più nobili) ma tecnicamente non lo si può definire tale; la lotta è tutta interna alla criminalità e vede protagonista un cittadino qualunque, Nino Peralta/Gemma, ancorché con la fedina penale non immacolata, che cerca di difendere la propria innocenza, a fronte di un passato non privo di macchie. A Tarantino piace girare film di vendetta, mentre questo lo si potrebbe definire un film di redenzione. I duetti con Placido, spia provocatrice, sono da manuale, e altrettanto avviene con Tano Cimarosa, caratterista eccellente (Culicchia), amico fraterno di Gemma nel film. La Giorgi, benché relegata al ruolo di petulante angelo del focolare, svetta come la luna piena in una nera notte d'inverno; piuttosto giovane in quel 1979 è già bellissima, e qui si dedica anima e cuore ad un ruolo drammatico tout court, appassionata, leale e coraggiosa. Impossibile resisterle.
Per tutto il film si parteggia per l'eroe Gemma e, negli ultimi minuti emotivamente intensissimi, si vivono tutti i suoi turbamenti e la sua liberazione fisica e "spirituale", messa in scena in un altipiano freddo e nebbioso che pare saltato fuori dalle pagine dei Vangeli.


Amore In Prima Classe (sempre 1979), di Salvatore Samperi, quello di Grazie Zia, Malizia, Sturmtruppen, Casta e Pura, La Bonne. Curioso mischione di erotismo (poco), comicità e surrealismo grottesco. Commedia di costume, se si vuole, fatta di una galleria di personaggi e situazioni un po' a compartimenti stagni, nella quale Samperi cerca di unire la vis comica di Montesano e la carica erotica di Sylvia "Emmanuelle" Kristel. Montesano fa il ragazzo padre che si scarrozza in treno il figlio pestifero, e nonostante il figlio pestifero conosce e cerca di circuire la seducente paleontologa Krystel. Il tutto in una cornice di Italia al crepuscolo, con una borghesia decadente (Andreasi e la Valeri), una gioventù ottusamente politicizzata (le compagne comuniste in odor di lesbismo) o solo ottusamente svuotata di valori (il gggiovane con la radio e le cuffie perennemente indosso), un prete macchietta (Cannavale), degli anziani rincoglioniti (la banda di vecchi ferrovieri nostalgici col cieco Memmo Carotenuto), il controllore cinico e materialista come l'italiano medio (il cantautore Gianfranco Manfredi). Dalla locandina pare una commedia per famiglie ma non lo è manco per niente. I momenti di erotismo hanno una punta di morbosità che fa riconoscere la mano di Samperi, molti siparietti buffi non reggono o non fanno ridere, qualcuno si. Il film non ha un'ossatura granché solida e non si capisce mai bene dove voglia andare a parare, risolvendo poi tutto con una chiusa surrealista che salva la baracca. Alla fine sei contento di averlo visto perché è comunque una testimonianza di quegli anni, e poi Montesano e la Krystel sono due pezzi da 90, ma non lo definirei riuscitissimo. Quindi cult.

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mercoledì 30 dicembre 2009

Roberta Delaude "Morgana"

"Vado in Germania con il volo pagato, c'è un'etichetta che è interessata ai Morgana. La location dell'appuntamento è ambigua, ma resto calma, poi spunta fuori una donna in lacrime e mi dice che suo marito ha una casa discografica, ma produce anche film porno e, dopo avermi vista su un giornale tedesco si è invaghito di me e mi vuole per scopi 'cinematografici'. Scappo via con un taxi, mi chiudo in un albergo e prendo il primo aereo per Torino. Morale: il lupo cattivo esiste"
(Roberta Delaude "Morgana" - estratto da Classix Metal n. 5, p. 36)

Dopo aver letto queste righe, sento di esprimere la massima solidarietà al produttore tedesco. In quegli anni (fine '80) non possedevo una etichetta discografica che produceva anche film porno, non avevo neanche l'età per vederli i porno, ma se avessi avuto il telefono della Delaude avrei fatto esattamente la stessa cosa del crucco. Che donnone! La Delaude aveva una voce potentissima, perfetta per il metal epico e dark, e con gli Hartful Witch prima e i Morgana poi lo dimostrò ampiamente (anche se purtroppo le release si contano appena sulle dita di una mano). Fisicamente era Giunone in persona, seni e cosce da capogiro, difficile non comprendere la pazzia del produttore tedesco. Giravano le voci più incredibili su Roberta, che si fosse data alla discomusic per campare (terrore, sdegno e vituperio, il metalkid inorridiva!), che avesse un pessimo carattere, che il suo quarto d'ora di celebrità non derivasse dal talento (che invece c'era, eccome!) ma unicamente dalle tette (che c'erano, eccome!). Per citare una mia recensione, ho sempre ritenuto la Delaude la nostra versione tricolore di Betsy "Bitch" Weisss. Roberta la ricorda per timbrica vocale, per capacità e tensione interpretativa e per la fisicità magnetica e animale. E per i miei gusti musicali complimento più grande non potrebbe esserci. Ma Roberta non era solo "come" Betsy, aveva una sua personalità, un suo carisma, un suo stile ed è un vero peccato non aver potuto godere più a lungo dei frutti del suo talento artistico. Ci si deve accontentare di qualche ristampa e bootleg, mentre Roberta, oggi sulla quarantina, sarà chissà dove a far chissà cosa. Tempo addietro Benzoworld le aveva fatto una intervista, ma chiusa la webzine, abbiamo perso quel pezzo d'archivio preziosissimo. Si, online c'è dell'altro (poco ma c'è), ad esempio un'intervista in cui, a proposito delle dicerie di essere un tipetto poco maneggevole, Roberta afferma: "Non dico parolacce, non bestemmio, non bevo, non fumo, non mi drogo, non ho tatuaggi né piercing. Non amo gli eccessi e le sparate, qualcuno ha travisato questo mio atteggiamento riservato con l'essere un po' snob". Parolacce a parte - che scappano spesso - mi ritrovo come carta carbone in questa descrizione e dunque comprendo perfettamente la situazione di uno schianto di figliola nel mondo del metallo italiano degli '80, con tali premesse.

Discografia
Hurtful Witch:
Spectra (demo) - 1985

Morgana:
Welcome In The Dark (demo) - 1987
Morgana (EP) - 1988
Lady Winter (LP) - 1989
Lady Winter (CD bootleg) - 2005
Three Years Of Maddnes (CD con errore di spelling compreso) - 2005

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mercoledì 25 novembre 2009

Bohemian Rapsody

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lunedì 16 novembre 2009

Danzo Danzig

Perché nessuno mi ha detto che al Grande Fratello è entrato Glenn Danzig!? E' lui, non c'è dubbio! Oltre alla fisionomia, anche la stazza lo ha tradito. Nessuno aveva ancora diffuso la news ma c'è dell'incredibile, il rocker americano partecipa all'edizione italiana dello storico reality! Ulteriore indizio, il tizio in tv ha un tatuaggio col numero 7 sul braccio ... e guarda caso come si chiama la traccia numero 8 di "Danzig II/Lucifuge"? Già, "777".
Da quanto ho appreso, appena entrato nella casa (a programma iniziato già da qualche settimana), Glenn ha - seduta stante - rotto il cazzo a tutti, si è inimicato tutti i maschi della casa in un sol giorno e ha cercato di ravanare tutte le donne sempre nelle stesse 24 ore. Chi dubiterebbe che non si tratta di Glenn Danzig? Ha rischiato la zuffa, come del resto gli è già capitato svariate volte ad oggi (sotto riporto la più celebre). La permanenza nella Casa sarà certamente da stimolto al tormentato musicista per buttar giù il materiale per il prossimo capitolo a firma Danzig. Dai Glenn, evoca tutti i tuoi demoni e piega quei debosciati al sacro verbo delle tenebre (e nei ritagli di tempo erotizza tutte le ladies....)



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martedì 10 novembre 2009

Aspettativa

L'avvocato che assiste Marrazzo nella vicenda del video-ricatto girato in un appartamento di via Gradoli mentre si intratteneva con un transessuale, ha fatto sapere che l'ex Presidente della Regione Lazio ha diritto al suo posto di lavoro in Rai. A suo tempo infatti prese regolare aspettativa e dunque, come da contratto, nel 2010 avrà diritto al reintegro. L'avvocato si dice inoltre convinto che nel frattempo l'inchiesta giudiziaria che lo vede come vittima di un ricatto o di una rapina verrà chiusa e molte cose saranno finalmente chiarite.
A me pare un colpo di genio, soprattuto per uno che all'indomani della sua scoperta con le mani nel vasetto della marmellata ha dichiarato che voleva sparire il più a lungo possibile, essere dimenticato, ritirarsi nel silenzio per molto tempo. E quale luogo migliore se non la televisione che entra in casa di 60 milioni di italiani tutti i giorni di tutto l'anno. Alla faccia del ritiro e del basso profilo! A questo punto prego i vertici Rai di reintegrarlo quanto prima e magari proprio alla conduzione di Mi Manda Raitre. Già me lo vedo a fare il cazziatone di turno alla Telecom per una bolletta gonfiata mandata a un povero cittadino inerme, e il delegato Telecom che con calma serafica gli risponde: " Ok Marrazzo, già che ci siamo diamo una controllatina anche alle tue utenze, giusto per sincerarci di non averti attribuito per errore qualche chiamata intercontinentale verso Rio De Janeiro...". Magari facciamo Sereno Variabile o nuovo giudice a X Factor al posto della Mori?

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lunedì 9 novembre 2009

Storia grezza

Secondo Daniela Santanchè "Maometto era poligamo e pedofilo, perché aveva nove mogli e l'ultima di 9 anni. E' la storia".
La fine studiosa ha così sentenziato a seguito del disturbo provocatole dalla decisione della Corte europea di Strasburgo sul divieto di affiggere il crocifisso nelle aule scolastiche. Il tutto in tv, davanti a esponenti della religione musulmana. Un genio del marketing e della comunicazione. Almeno così una ventina di voti in più dei circoli nazifascisti della Roma de' borgata e magari anche dei rinati militanti del Ku Klux Klan sono assicurati per le prossime elezioni condominiali.
Ma si può essere così avanti? Cioè, prendi un personaggio vissuto tra il 500 e il 600 d.c. e gli applichi tout court, senza colpo ferire, una categoria culturale del nostro tempo. Quindi erano pedofili i filosofi greci, Giulio Cesare era frocio, Annibale si è macchiato di crudeltà contro gli animali, eludendo la precisa e puntuale legge sulla salvaguardia degli animali da circo, e la sibilla cumana era una millantatrice guaritrice come e peggio di Wanna Marchi e dello scagnozzo Do Nascimiento. Grande elasticità mentale insomma.
Questo non per dire che avere mogli di 9 anni sia un'iniziativa lodevole, ma cribbio, questo lo puoi dire nel tuo tempo! E allora quando nel 1400 urinavano dalle finestre ... come li dobbiamo catalogare quelli? Secondo lo stesso ragionamento è sacrosanto applicare alla Chiesa tutte le accuse possibili e immaginabili di nefandezze, considerando che nel Medioevo torturavano chiunque respirasse, in pieno '200 massacravano gente a destra e manca per il solo fatto di abitare a Gerusalemme, in pieno '500 bruciavano eretici, satanisti e infedeli, in pieno '600 bruciavano le streghe e falcidiavano intere popolazioni in America latina in nome del "crocifisso", eccetera eccetera. Come mai da quell'orecchio lì la Santanché non ci sente? E che vogliamo dire degli ominidi che imbrattavano le caverne di tufo con assurdi graffiti vandalici, invece di preservare il patrimonio ambientale della Terra di 4 milioni di anni fa? E tutte le fabbriche dell'800 inglese che inquinavano le città? Dove era finita Legambiente? Una brutta storia di mazzette senz'altro! E i Sioux che prima della battaglia col generale Custer si drogavano pesante con dosi che superavano la modica quantità giornaliera? Perché non sono tutti in carcere o a San Patrignano? E lo vogliamo dire una volta per tutte che i re magi erano clandestini senza permesso di soggiorno e probabilmente ricettavano anche merce rubata?

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domenica 8 novembre 2009

Cena e dopocena

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