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sabato 7 gennaio 2012

Velluto Nero

Visto Velluto Nero (di B. Rondi, 1976), conosciuto anche come Black Emmanuelle/White Emmanuelle, delirante pellicola freakettona che si inserisce nel filone delle Emmanuelle apocrife della Arsan. La nera è la Gemser, la bianca è Annie Belle, entrambe reduci dai rispettivi stracult erotici, l'indonesiana dalla serie delle black Emmanuelle appunto, la francese da Laurie. Rondi si inventa una specie di comune psichedelica-hippie nel mezzo del deserto egiziano, fatto di ninfomani, zoccole, omosessuali e santoni. Susan Scott vive insieme ad Al Cliver, un santone paraculissimo che quando apre bocca fa delle supercazzole mistiche che te le raccomando. C'è pure Zigi Zanger, figlia della Scott, che non raggiunge mai l'orgasmo e per questo è sempre in cerca di uomini, ed un vecchio attore del muto pederasta e piagnone. Poi arrivano la Gemser, "la fotomodella più importante del mondo", con il suo (stronzissimo) fotografo personale (Gabriele Tinti). Dall'estero arriva pure la Belle, altra figlia di Susan Scott, rasatissima come nemmeno il soldato Jane. Tutti insieme appassionatamente discettano di fuffa filosofica, dialoghi assolutamente senza né capo né coda, onanismo spirituale e pseudo intellettuale, con derive apparentemente moralistiche, ma che poi prosaicamente si traduce in ammucchiate liberatorie. Al Cliver fa la parte del leone, zifonandole tutte (notevole il calippo della Scott mentre lui declama puttanate visionarie al sole).
Trama non ce n'è, seguiamo solo la convivenza di questo gruppo di debosciati in pieno deserto. Bellissima però l'ambientazione e la fotografia, siamo immersi tra rovine archeologiche e lande esotiche (e incredibilmente il film è girato ad Abu Simbel ed in altri siti che oggi sarebbero off limits a qualsiasi produzione). Notevolissima anche la musica di Baldan Bembo. Tutto il resto è un disastro completo; ritmi "da documentario" (come dice Gordiano Lupi), pretese alte, noia abissale. Ok la Gemser è la Gemser (che si produce in scene saffiche e in riti sanguinari) la Scott è la Scott (donnone!), ma Velluto Nero, almeno per il sottoscritto, si è rivelato un polpettone faticoso e pretenzioso (e la Belle è veramente antierotica).
Il film è ricordato nei "circoli bene" per un paio di scene forti della Gemser, nelle quali il suo fotografo, alla ricerca di un "educativo" connubio di eros e thanatos, la costringe a posare in mezzo a dei cadaveri trucidati, e con una carcassa animale putrida (...sai che botta d'erotismo!)

2 commenti:

Alex ha detto...

Locandina tipica e mirata, per stimolare l'ingresso alla sala, di maschi solitari e vogliosi... almeno nei Settanta, oggi basta andare in Rete... :)

Benbow....I suppose? ha detto...

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