Visto Innamorato Pazzo (di Castellano e Pipolo, 1981). Come detto, avendo acquistato i cofanetti di Celentano, procedo con le revisioni dei film che da piccino mi hanno fatto sganasciare dal ridere. E però, se Asso, rivisto oggi, conserva tutta la sua comicità portentosa, Innamorato Pazzo mi ha fatto invece ben altro effetto. Mi è parso un film più stanco, modesto, con trovate spesso al di sotto della sufficienza. Non che manchino momenti di ilarità, Celentano è Celentano, la cazzata buffa la scova sempre (vedi il tuffo pirotecnico dal trampolino, col solito effetto avanti e 'ndrè alla Castellano e Pipolo - in Asso lo stesso succede quando Adriano mischia il mazzo di carte - oppure la mitica serenata del tranviere "Cotto Cottissimo"), però complessivamente tutto procede più mosciamente, trama e battute sono esili, un po' stupidine, e Adriano, diversamente dal solito, non basta a reggere da solo tutto l'almbaradan.E dire che c'è pure il sempre magnifico Adolfo Celi, e anche Enzo Garinei, e i mitici caratteristi Tiberio Murgia (venditore di tappeti), Enzo De Toma (l'automobilista tamponato) e la bella Milla Sannoner (nel film, la madre della Muti). Ornella Muti purtroppo è quel che è, una bellissima donna senza molto altro che la sua bellezza. Quell'aria un po' snob e stronzetta non l'ha mai abbandonata, in nessuno dei suoi film, ed anche qui, benché faccia più la scioccherella, non riesce a convincere, né funge adeguatamente da spalla per Celentano.
Ok, Innamorato Pazzo l'ho comunque rivisto volentieri, per l'affetto fanciullesco che mi lega a queste pellicole, tuttavia mi è anche dispiaciuto scorpirlo assai più stento e stiracchiato di quanto ricordassi. Speriamo non succeda anche con i prossimi in cartellone.

1 commenti:
Solo in Romanzo Popolare la Muti offre una recitazione quasi decente, visto che il numero di battute è ridotto al minimo sindacale... comunque era una bellezza da attacco epilettico!
Cordialità
Attila
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